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Un gioco ormai celeberrimo che non ha bisogno di presentazioni né di commenti dato che è nelle nostre case da ormai un bel po’ di tempo e che su di esso sono stati scritte infinità di recensioni.
Ho chiamato in causa il titolo della Ubisoft come esempio di questo “status quo” che sembra attraversare l’industria del videogames, proprio per il suo interno contrasto tra “idea brillante” e “sviluppo scandente”.
Tutti, e dico tutti, quelli che hanno provato questo gioco non possono negare la magnificenza di un’idea grandiosa, di una storia e una trama davvero ben costruita e degna di un seguito cinematografico ma non possono anche negare i limiti davvero troppo evidenti sia nella meccanica di gioco sia nella longevità di missioni e locazioni. Se da un lato appena si comincia, si sente subito il profumo dei mercati di Damasco, il vociare delle strade affollate di Gerusalemme grazie a delle ambientazioni e a un comparto grafico d’eccezione che lascia a bocca aperta, dall’altro non si possono chiudere gli occhi davanti a una colossale stupidità da parte dell’IA, davanti alla ripetitività dei dialoghi e delle missioni che, sebbene siano tutto sommato abbastanza “personalizzabili” secondo il proprio stile di assassino o secondo il caso, ribadiscono ogni volta sempre la stessa minestra; i nostri nemici dal canto loro, lo ripeto, non faranno niente per rendere più interessanti gli scontri armati o gli inseguimenti.
Insomma: quando avete fatto le prime 2 città, avete fatto tutto il gioco; ed è un peccato…le speranze dei videogiocatori più attenti sono dirottate a Natale di quest’anno, data prevista per l’uscita del secondo capitolo, ambientato nell’Italia del ‘400.
Assassin’s Creed è solo uno dei titoli che avrei potuto chiamare in causa per analizzare grandi idee con grandi mancanze: il timore è che tutto il panorama dei videogiochi prenda una brutta strada, dove le case produttrici si sentano “in obbligo” per fini commerciali a sfornare giochi senza curare troppo gli aspetti fondamentali come la longevità e la IA degli stessi. E’ un dato di fatto che negli ultimi anni si è visto ben poco di rivoluzionario sotto questi aspetti. E’ forse ora che si sviluppi qualcosa di davvero innovativo per l’Intelligenza Artificiale? Non si è puntato troppo su grafica e ambientazioni? Si può tenere in serbo un idea brillante in attesa di nuove tecnologie? L’aspetto economico sta prevalicando troppo l’aspetto ludico?
Sono domande che forse, poste alle grandi case produttrici, dovrebbero trovare risposta.

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