La serie Dead Or Alive gode sicuramente di una grande notorietà . In molti, negli anni, hanno seguito l’ evolversi della serie, anche nelle sue incarnazioni meno ortodosse come in Dead Or Alive Xtreme Beach Volleyball del 2003. Torniamo, però, agli esordi della saga, al primo clamoroso titolo rilasciato da Tecmo. Il famoso picchiaduro ad incontri creato da Tomonobu Itagaki vide per la prima volta la luce nel lontano 1996. In Giappone riscosse un notevole successo, ma purtroppo in altre parti del mondo la sfida con Tekken non giocò a favore del titolo Tecmo. Dead or Alive, però, si distingueva dagli altri giochi simili dell’ epoca per il suo gameplay in grado di rendere l’ esperienza videoludica incredibilmente veloce e frenetica. Venne introdotta la cosidetta “danger zone“, un area al di fuori del ring che determinava dei danni maggiori al giocatore. Il notevole titolo di Tecmo, si spinse oltre e vennero così introdotte due tipologie di prese, una solitamente definita offensiva, mentre l’ altra è nota come difensiva. Itagaki stesso rese noto che una delle maggiori fonti di ispirazione per lo sviluppo del suo picchiaduro fu Virtua Fighter, un altro picchiaduro sviluppato e pubblicato nel 1993 da Sega. Nel corso degli anni il primo titolo della saga ha avuto diverse incarnazioni: la prima, già citata del 1996 fece furore tra i cabinati giapponesi, mentre la Playstation accolse il gioco tra le proprie fila nel 1998, poco più tardi Dead or Alive tornò in versione Arcade con tutte le novità aggiunte dal porting sulla console Sony, mentre  Dead or Alive Ultimate del 2004 rimane ad oggi l’ultima versione del titolo originale e propone una grafica migliorata, un comparto audio potenziato e la possibilità di giocare on-line. Dead or Alive rimane un titolo fondamentale per i picchiaduro e il mondo dei videogiochi in generale.












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