Siete dietro una scrivania di mogano ascoltando musica latinoamericana e il vostro consigliere che vi sottopone le questioni più urgenti della nazione? Sotto il vostro balcone c’è una folla esultante che inneggia a “El Presidente”? Nella giungla sono nascosti ribelli pronti ad assaltare il vostro palazzo presidenziale? I sondaggi vi danno perdente alle prossime elezioni ma avete predisposto un giro di “mazzette” per sovvertire il risultato?
Bienvenido en la isla de Trópico!!!
Tutto questo e molto altro ancora è giocabile su Tropico e relativa espansione Paradise Island! Un gestionale ormai datato ma sempre divertente grazie a dei disegni ben riusciti e ironici, musiche di accompagnamento davvero fantastiche che hanno valso il premio Migliore Musica Originale (2002) all’Interactive Achievement Awards e diversi scenari personalizzabili.
Il vostro obbiettivo in qualità di leader maximo sarà quello di far durare più a lungo possibile il vostro regime dittatoriale: sta a voi decidere se con le buone o con le cattive maniere.
La scelta diretta del giocatore è messa sempre in primo piano, sia prima di iniziare sia durante la partita. All’inizio dovrete stabilire conformazione geografica della vostra isola (superficie terra vs mare, altitudine massima, ricchezza di risorse, ricchezza di vegetazione) e le caratteristiche del vostro ego (fazione/partito di appartenenza, vizi e virtù, origine, eccetera) tutti fattori fondamentali che influiranno pesantemente il vostro gioco. Ci vorrà forse qualche partita di “prova” per adattare bene queste scelte al proprio stile di conduzione gestionale ma tutto ciò rende anche più longevo il gioco dando la possibilità di variare.
Come già anticipato nell’introduzione, spetterà a voi la scelta su come condurre l’isola: se condurre un governo proibizionista o lascitivo, se dedicarsi alla produzione interna e alla valorizzazione dell’industria locale o votarsi al turismo di massa o a quello di fascia alta; insomma le possibilità sono moltissime, adatte ad ogni tipo di giocatore.
Un accenno va fatto alla difficoltà del gioco che, se impostata a livello basso, consentirà un gioco tranquillo e virtualmente “infinito” ma se impostata a livello alto introdurrà delle variabili che renderanno il gioco interessante ma al tempo stesso impegnativo come:
- presenza di fenomeni naturali devastanti (terremoti, uragani tropicali, eccetera)
- predisposizione alla guerriglia del popolo che non esiterà a ritirarsi nella giungla al primo errore politico da voi commesso per poi attaccare piantagioni e basi militari
- conduzione della diplomazia internazionale (limitata a neutralità , filoamericana, filosovietica) con pesanti ricadute sull’economia e la stabilità politica interna. Se appoggerete in maniera molto decisa una fazione piuttosto che un altra, la prima vi fornirà ingenti aiuti economici (magari in cambio di una base militare sul vostro territorio) ma l’altra non esiterà a inviare la sua flotta da guerra e bloccare i vostri porti commerciali ponendovi un embargo devastante per la vostra economia
- economia commerciale altalenante, comprese le richieste di prodotti all estero e relativi prezzi di venditÃ
Come dittatori e leader assoluti dovrete occuparvi della vostra isola a tutto tondo : costruzione pubblica e affitti, sanità , difesa, istruzione, produzione industriale e agraria, immigrazione, turismo, legislazione, stipendi…
…quello che è certo è che tra accontentare i cattolici, gli ambientalisti, i militaristi, i comunisti, i capitalisti e le altre fazioni, non avrete mai un minuto di riposo giocando a Tropico! Se poi ritenete una perdita di tempo accogliere le proposte e le proteste (XD) di tutti i vostri cittadini…beh potete sempre costruire delle prigioni più grandi!!!




















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