C’era una volta tanto tempo fa Baby Mario e Yoshi… così ebbe inizio il primo Yoshi’s Island. Bisogna dire che non è un videogioco, è una dolce favola. Anche in versione Baby, Mario è sempre Mario (quindi senza baffi). Ormai tutti lo amano alla follia e lo conoscono visto che altrimenti non sarebbe diventato un vero e proprio colosso nel mondo dell’intrattenimento videoludico. Yoshi’s Island ha saputo conquistare tutti per il divertimento che sapeva dare, per l’ispirazione di ogni singolo dettaglio, per il suo stile unico: dava l’impressione di avventurarsi in un gigantesco disegno fatto con pastelli, fantasia, sentimenti e curiose creature goffe e demenziali. Il suo ideatore, il bravissimo Shigeru Miyamoto ha pensato di raccontarci davvero tutto della sua creatura sin dalla tenera età. Passiamo ora ad un’osservazione più dettagliata. Il gioco è ambiento “tantissimi anni addietro”, quando Mario e tutti i personaggi della sua allegra combriccola erano ancora dei bebè. Il crudele Kamek (il Magikoopa) una notte inviò i suoi sgherri con l’intento di rapire tutti i pargoli dell’isola di Yoshi, ma una cicogna ostacolò i suoi piani riuscendo a salvare tutti i bambini rapiti tranne lo sfortunato Baby Luigi. Anche questa volta subentrerà Yoshi, avrà il compito di aiutare Baby Mario a recuperare suo fratello, ma c’è da dire che in questo nuovo episodio verrà supportato anche dalla Baby principessa Peach, , Baby Wario, Baby D.K. e Baby Bowser. Gli Yoshi dovranno fare una staffetta destreggiandosi per 50 livelli, portando in groppa (naturalmente uno per volta) i cinque pargoletti. Questo è un gioco divertente e di grande successo apparso sul caro vecchio Super Nintendo.
via | iovideogioco












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